Arredare una SPA: oltre lo stile decoupage

Arredare una SPA: oltre lo stile decoupage

nov 17

L’utilizzo dello stile decoupage nell’arredamento è spesso riservato a interni di case private. Spesso si ritiene infatti che lo stile decoupage sia adatto a casi in cui si abita. In realtà, la netta diffusione di questo stile, insieme agli stili che rievocano atmosfere orientali, trova spazio anche ai locali commerciali. Oggi parleremo dell’arredamento in stile orientale e ricercato scelto da uno dei centri massaggio di Bologna: Udo Spa. Nato relativamente da poco, questo centro benessere si caratterizza non solo per la proposta di massaggi orientali in stile thai, ma per quanto ci riguarda anche per la cura dell’arredamento e l’ambientazione. Infatti,UDO Spa ha capito che chi si reca in un centro benessere necessita di un’esperienza terapeutica o di relax, che può ottenere non solamente grazie ai trattamenti del centro benessere stesso, ma anche immergendosi in un’atmosfera rilassante. La necessità da parte di questo centro massaggi di ricreare un’atmosfera rilassante e allo stesso tempo richiamare la provenienza orientale di massaggi effettuati, ha portato alla scelta di mobili e arredi in stile orientale, conditi da colori e luci che stimolano ancora di più l’atmosfera rilassante. Può risultare interessante una visita al sito www.udospa.it , dove nella sezione delle immagini si può notare una grande carrellata di foto degli interni.

Introduzione al Decoupage

Introduzione al Decoupage

ott 01

Il découpage è una tecnica decorativa, il cui nome deriva dal termine francese découper, che significa ritagliare.

Introdotta in Italia nel 18 secolo dai mobilieri veneziani per ridurre  i tempi di realizzazione di mobili laccati incollando stampe ritagliate e dipinte.

La tecnica usa una grande varietà di carte, colle, pennelli, e consiste nel ritagliare figure o strisce di carta e usarle come decorazione.

Inizialmente usato sui mobili, si è esteso alla decorazione di oggetti di diversi materiali, come legno, tessuto, vetro e metallo.

La tecnica più diffusa consiste nel ritagliare le decorazioni, incollarle sull’oggetto con colla vinilica, verniciare e carteggiare.

Riservata, ospitale ed elegante: esempio di casa vintage con tocchi decoupage

Riservata, ospitale ed elegante: esempio di casa vintage con tocchi decoupage

set 15

Non affaccia su strada, si difende dai rumori della città e guarda a un breve esterno tutto per sé. Completamente ridisegnata da un intervento dello studio Azzolina, questa casa si trova nel corpo interno di un quartiere milanese abbastanza anonimo. Ed è sorprendente scoprire un appartamento distribuito su due livelli, il secondo parzialmente affacciato sul grande soggiorno-cucina a doppia altezza che ha il privilegio di due porte finestre e eleganti riquadri. Il progetto ha trasformato in abitazione una ex tipografia, senza conservare nulla di ciò che era in origine. Alcune soluzioni la rendono speciale: una libreria che si sviluppa in verticale su due piani con una partizione interna inusuale; una parete animata da due pieni e vuoti, libreria da un lato e contenitore dall’altro che da carattere a camera da letto e bagno; la cabina armadio trattata come una vera stanza che si intravede al di là di una scenografia porta finestra, con tanto di tenda rosso sipario che la divide dal soggiorno. La soluzione di collocare la cucina in diretto rapporto con il living esprime un senso di calore e convivialità, che smorza ogni formalismo. Ma non per questo viene meno un senso di lusso, misurato e discreto, percepibile nelle misure e nei dettagli. Il pavimento è di grande effetto; la scelta di adottare la posa a lisca di pesce anziché a doghe affiancate crea un efficace contrasto con lo spirito contemporaneo del progetto. Quanto agli arredi prevale un’impronta nordica, con il tavolo allungabile disegnato da Hans Wegner negli anni Cinquanta ma attualissimo e privo di nostalgie vintage. Chi vi abita ha avuto le idee chiare, investendo su quanto gli stava a cuore e assicurandosi luce, spazio e un’inevitabile senso di privacy.

Lo Stipo? Un mobile milionario…non solo in stile decoupage

Lo Stipo? Un mobile milionario…non solo in stile decoupage

set 01

Vi siete mai chiesti quale sia il mobile più costoso della storia? E’ il Badminton Cabinet venduto da Christie’s nel 2004, per la strabiliante cifra di 19.045.250 sterline, pari a circa a 23 milioni di euro odierni: oggi è esposto nel museo viennese Liechteinstein. Si tratta di un importante cabinet realizzato a Firenze per Harry Somerset, il terzo duca di Beaufort, tra il 1726 e il 1732. Ma che cos’è un cabinet? Il termine francese (stipo in italiano) indica un mobile ideato e costruito per contenere: la struttura in legno, che ricorda una scatola, dotata di scomparti e cassetti, talvolta segreti. Negli stipi l’estetica non è meno importante della funzionalità: la superficie esterna non è rivestita di materiali pregiati ( tartaruga, avorio o ambra) e impreziosita dall’applicazione di smalti, vetri dipinti o piccoli “commessi” in pietra dura. Se gli esemplari del XVI secolo sono piccoli, durante il Barocco, invece si trasformano in arredi di rappresentanza, veri e propri status symbol. Il loro valore è elevato anche oggi: lo Stipo in immagine, del XVII secolo decorato con commessi policromi raffigurati uccellini, è stato stimato nel 2012 da Dorotheum circa 80.000 euro.

Febbraio dei mercati d’antiquariato alla ricerca di oggetti in stile Decoupage

Febbraio dei mercati d’antiquariato alla ricerca di oggetti in stile Decoupage

ago 15

 

Un tour a Bologna e provincia per festeggiare il Carnevale e scoprire fra le bancarelle oggetti e mobili di pregio (golosità emiliane comprese, naturalmente).

La prima tappa del nostro tour è a Bologna, il 9-10 febbraio 2013, Mercato Antiquario Città di Bologna in via Santo Stefano, orario 8:30-17:00; ci saranno più di 80 espositori tra cui commercianti con oggettistica da collezione e piccolo antiquariato, modernariato e brocantage.

Sempre a Bologna il 5 febbraio 2013, mercato dell’antiquariato in via Giacomo Matteotti, orario 8:30-17:00, qui con oltre 25 espositori, collezionismo rigatteria e oggettistica usata.

Il 7,14, 21 e 28 febbraio 2013 Celo Celo ma Manca, in Piazza VIII Agosto, orario 9-17; circa 20 espositori selezionati: materiale cartaceo da collezione, pizzi e tessuti antichi, accessori vintage e piccoli oggetti d’antiquariato.

A Imola il 23 febbraio 2013 Cos’Antiche, nella Galleria del centro cittadino, orario 8:30-19; 20 espositori: commercianti con cose antiche e oggettistica da collezione.

A Castel San Pietro Terme il 24 febbraio 2013 ci sarà Castro Antiquarium, nel centro storico, orario 8-20; 100 espositori di piccolo antiquariato, collezionismo e brocantage.

A San Lazzaro di Savena il 3 febbraio 2013 il Mercato delle Cose Vecchie, sotto il portico e nella corte del Palazzo Comunale (nel centro storico), orario 8:30-19; 15 espositori: solo commercianti con oggetti antichi (che abbiano quindi almeno 50 anni) e cose vecchie (di almeno 30 anni).

A Casalecchio di Reno il 17 febbraio 2013 il Mercatino dell’Antiquariato, sotto i portici di Via Mazzini e vie limitrofe, orario 8:30-18: 20 espositori: commercianti con filatelia arredamento, abiti vintage e piccolo collezionismo. Il 9-10 febbraio si svolge la Festa del Cioccolato.

Infine a Piave di Cento Chi Cerca Trova nelle vie cittadine, orario 8-18: 200 espositori tra rigattieri, commercianti e privati che espongono cose vecchie di almeno 30 anni: dagli arredi alle ceramiche passando per bijoux e modernariato.

 

Non solo decoupage: alla scoperta di una tradizione tessile

Non solo decoupage: alla scoperta di una tradizione tessile

ago 01

Comincia con un viaggio tra la Ciociaria e l’Abruzzo, e la scoperta di una tradizione tessile un po’ assonnata ma pronta al risveglio è questa l’avventura imprenditoriale dei tre fondatori del Gruppo di Installazione, operazione creativa che ha il merito di rinnovare lavorazioni artigianali sull’orlo dell’oblio. Come affermano i tre fondatori il recupero della nostra storia è la base necessaria per la ricerca del nuovo; la materia antica, passata al vaglio delle tecnologie e delle sensibilità moderne, permette di creare prodotti tipicamente italiani legati alla nostra memoria ma attuali nella forma e nella decorazione. I manufatti per la casa che compongono la collezione sono quelli dei corredi e dei guardaroba dei primi del Novecento. Un vecchio copertificio abruzzese, nato nell’Ottocento, e attivo fino agli anni Sessanta ha ricominciato a produrre per il Gruppo di Installazione coperte e copriletto con le vecchie macchine semi-artigianali, mettendo a disposizione un ricco archivio di disegni a materiali. Si lavora la lana delle pecore bianche originarie dell’Abruzzo, ma anche quelle della tanto bistrattata pecora nera meno pregiata che viene impiegata per bordi e decorazioni di gusto contemporaneo. Con la lana grezza dei tabarri dei pastori si confezionano cuscini arricchiti di ricami fatti a mano e la canapa si sposa con il cachemire in un accostamento inusuale. I tessuti vengono tagliati al laser per ottenere effetti simili a pizzi e centrini, si aggiungono rattoppi, imbottiture, trapuntature, si cuce con la termosaldatura e si recuperano avanzi di lavorazione. I ricami, elaborati al computer, reinterpretano quelli antichi: sono realizzati a mano o con macchine modificate appositamente per tracciare segni sottili, come tratti di penna. Con risultati che sanno di passione e di poesia.